6.1.12
ich habe nun keine tràume mehr
doch dass ist ja wohl kein drama
denn man kann schneller wieder einschlafen mit albtràumen
als mit tràumen die nur in meinem kopf leben
du bewahrst sie nun auf
verstreu sich nicht
es ist alles was noch von mir ùbrig bleibt.
but do you have forgiven?
everything is f
your parents have made you
where is the father?
you’ve been f
where is the one you once said to love you?
you’ve been f
where is the song you once loved?
nothing than a melody
behind the scary dark light
nothin’s left
what have you eaten?
drinking so much
you can do everything
talking french
with the pierced ear
now you’ve been f
do you have f?
where’s the sence of such a life?
it’s Forgotten

von mir fuer dich, ueber uns.
fermo immobile
mi fissi
il mio cuore segna il tempo
nella tua mano respira
annaspa aria che non gli arriva
sgocciola piano
ferma immobile
ti fisso
gli occhi sono opachi
non soffro, non piango
lascio a te ogni decisione
mi abbandono a quella tua mano
che piano lo stringe
rivoli di sangue sgorgano dal cuore
i capelli neri come un fiume di petrolio
lenti si muovono nella bufera
ammazzo il tempo
con noiosi pensieri su un futuro
che non arriverá mai
muoio dentro alla luce bianca
che si riflette nella tua pupilla dilatata
fermo immobile
strappi a morsi un filo dall’altro
non soffro, non piango, non ho paura
occhi opachi sfiorano la tua felicitá oscena
lasciami qui nel mio angolo buio
circondato dalla luce bianca che riflette
quel rosso che urla mentre cade a terra.
nihil.
Es fuehlt sich an als ob mein herz in unendlich kleinen teilen zersprungen waer und irgendwer es versuche mit einem billigem kleber zusammen zu kleben, leider klappt dass nicht und die glas stuecke fliesen in meinen koerper, und ich leide, ich leide auch wenn ich nicht leiden will, und auch wenn ich es mit dem besten kleber der welt versuche zusammen zu kleben, klappt dass nicht denn niemals wird irgendjemand wissen wo die winzig kleinen stuecke an der richtigen stelle sind, ausser er.
10.08.2011
it was an agony for months and now comes the death.
but i’m not relieved at all.

un anno in tre secondi.
Il mio mondo è fatto d’illusioni basate su bugie.
Ora so la verità.

oggi.
Venne il giorno in cui ho capito che sarei stata sola il resto della mia vita.

fuori com’è?
svegliarsi
essere pieni di buoni propositi
aspettare
tuut tuut
segreteria telefonica
desiderare a volte di essere abbastanza per se stessi
avere tante cose da fare
chiamare
no oggi non posso
posticipare
la sclerata
vabbè vaffanculo
aspettare
tuut tuut segreteria telefonica
musica attiva
documentario sulla vita
uscire
respirare
farà freddo?
ce la farò in tempo?
vedere luce
sentire vento
leccare pensieri
scacciare dolori
stress.
Ciao!
Ieri dopo otto ore di lavoro ero talmente finita che sono diventata schiava della nostra era di esseri arrabbiati e che pensano solo a se stessi.
Aspettavo il tram per tornare a casa velocemente per affondare nel mio letto. Peccato che il tram sarebbe arrivato solo in 17 minuti. Aspetto. Okay fumo una sigaretta. Aspetto. Snervata.
E taaac.
Macchina della polizia si posiziona sulle rotaie. La gente si chiede cosa succede.
Tram dalla direzione opposta arriva. Sta lì.
Ad un certo punto, arrivano mille persone con i pattini e passano veloci e felici sulla strada. Io: cazzo, sti deficienti. Snervatissima. Aspettiamo tutti. Vecchietti che prima erano preoccupati ora sono felici che sia una cosa così pacifica e divertente. Passa il carro con la musica che invita i pattinatori a tenere la destra. Guardo il tabellone degli orari. I tram prima del mio dovevano già essere lì. Il mio solo in 4 minuti. Io sempre più snervata.
Finita la corsa sulle rotelle, la macchina della polizia si allontana. Macchine passano. Arrivano bus e tram. Il mio arriva perfettamente all’ora a cui doveva arrivare.
E lì ho pensato.
MA CHE CAZZO MI SUCCEDE?
Non posso mica incazzarmi per ste cose solo perchè IO sono stanca. Solo perchè IO volevo andare a letto. Solo perchè IO non volevo assistere a quell’evento.
Lo stress quotidiano ci trasforma in mostri egocentrici. Mamme che sono stressate dai propri figli perchè loro sono stanche e i figli invece no. Uomini che sono stressati dal lavoro e pensano di poterti trattare come l’ultima merda solo perchè sei cameriera e porti via il loro schifo dal tavolo.
Ripigliamoci.
trips.
E’ stata la serata più confusa e straordinaria della mia vita.
Eravamo sull’area che andavamo in giro, in gruppo.
Poi non so perchè siamo finiti nelle nostre tende ed ha iniziato a piovere di brutto. Io pensavo che stesse per finire il mondo, è l’apocalisse mi sussurravo. Pensavo che i miei amici là fuori fossero morti e che solo io e un mio amico ci fossimo salvati perchè sani e salvi nelle nostre tende.
Allora inizio a pensare “cosa faccio ora?”. Non potevo uscire perchè pensavo stesse ancora piovendo così forte, sentivo ogni singola goccia martellare sul tessuto appena sopra la mia testa come se fossero massi che cadono dal cielo.
Grido al mio amico nella sua tenda di fronte alla mia:
“Sei ancora lì?”
- “Sì, e tu?”
“Sì, sono viva. Cosa facciamo adesso?”
- “Non so, piove ancora fortissimo, non posso uscire”
“E’ vero. Non voglio guardare fuori!”
– “Ma non ce l’avete un iphone per comunicare?”
…
— “Guardate che ora non piove più così forte”
“Eva sei tu?”
— “Sì, sono io. Prova ad aprire la tenda e vedrai che non piove più forte”.
Noi apriamo le tende. Una scena surreale. Era una collina infinita, con due lune alle due estremità e un cielo marrone e grigio scarlatteo.
“Ma cosa è successo?”
— “Niente, è notte e ha piovuto un pò. Vogliamo andare a sentire un pò di musica?”
“Sì”
- “Sì”
Allora usciamo ed iniziamo a camminare. La gente nuotava nel fango, sembrava che sorgessero dall’interno della terra e che tutto si stesse creando dalle origini. Non erano persone normali, ma fantastiche. Cioè belli e tutti colorati, seppur pieni di fango simile a merda.
Andiamo al primo palco. Fuoco usciva dalla torre. Noi con la bocca aperta che guardavamo come tutto il cielo diventava un fuoco rosso e caldo e intanto continuava a cadere pioggia come piccoli brillanti colorati che scintillavano a ritmo con la musica.
Affascinati da tanta bellezza chiediamo a dei tizi se questa è la realtà e loro ci rispondo “Certo che lo è”. Noi ridiamo e andiamo via.
Tutto ad un tratto ribecchiamo Eva che come una piccola fata bianca ci prende e ci porta da un’altra parte.
Ad un certo punto arriviamo ad una piazza piena di gente e noi ci annoiamo a morte. Proviamo a scappare, ma i nostri amici non vogliono lasciarci andare. Ci dicono cose e a noi sembrano dei personaggi di film di fantascienza.
Poi vediamo una miriade di corvi sopra di noi che volano e volano e altre migliaia di cose bellissime finchè non capitiamo nel posto più bello del mondo: il bosco incantato.
Tutto il bosco è illuminato da luci cossichè sembri che ogni singola foglia voglia mostrarti la via e una musica leggera e melodica si diffonde dapperttutto. Camminano Elfi e Fate bellissime dapperttutto e tu vuoi fermarti, ma sai che ci sono ancora tantissime cose che devi vedere.
Non so perchè ad un certo punto capitiamo ad un bar dove le persone erano tutte vestite da gnomi, gli uomini erano donne e le donne non erano donne, ma nemmeno uomini. Prendiamo da bere, non so se ho bevuto o no, so che ho in mano il bicchiere vuoto, ma mi sembra che cadano sempre gocce in continuo. Ad un certo punto mi accorgo di poter muovere la mano su cui non avevo più il controllo e sono felice.
Vediamo tantissime cose ancora più belle, ma non me le ricordo bene, è tutto molto confuso. In mezzo piove di nuovo tantissimo e noi non ce ne accorgiamo finchè non siamo completamente bagnati e ci diciamo “Amen”.
C’è un fuoco e tantissima gente è lì intorno, la musica è malinconica e sembra che la gente stia danzando in armonia indescrivibile, girandosi e accocolandosi. Solo che ci chiediamo perchè tutti sono in silenzio e così tristi. Pensiamo ci sia un funerale. Ad un certo punto un gruppo di uomini inizia a cantare a sottovoce “Guantanamera” e noi muoriamo dal ridere e scappiamo.
Poi ho viste cose anche brutte quando sono andata a fare la pipì nel cesso pubblico, ma di ciò non voglio raccontare.
Infine lentamente tornavamo alla realtà, ci accorgevamo di non poterci muovere allo stesso ritmo delle altre persone, eravamo lenti, alcuni arti erano atrofizzati, però era stupendo perchè sentivamo ogni nostro singolo muscolo e nervo.
Alla fine siamo andati a ballare ed eravamo un tutt’uno con la musica.
Questo era il mio viaggio. Stupendo e tutto era così pieno di vita e felicità.
